Mercoledì, 23 Aprile 2014 00:00

Canon EOS C300 - Alla prova dei fatti (Parte 2 - Sul campo)

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Working with the EOS C300 Working with the EOS C300

Quasi tutti i miei ultimi documentari per la RAI e Mediaset sono stati realizzati con questa configurazione minimalista, in completo autocontenimento: cioè, portandomi dietro nello zaino tutto quel che serviva!

Bob ruscello Slovenia 2 WM 

C300 thumbnail e ventola WMLa possibilità di poter operare la macchina anche senza l'impugnatura (per questa eventualità la Canon fornisce di serie un piccolo accessorio – thumb rest – da avvitare al posto dell'impugnatura) si rivela, poi, particolarmente utile anche da un'altro punto di vista: quello dell'utilizzo della C300 su supporti di vario tipo, come mini-crane o steadycam, dalla limitata portata in termini di peso e ingombro. 

Molti accessori del genere, infatti, sono stati sviluppati negli ultimi anni per fornire ai filmmaker strumenti creativi economici, leggeri e portatili ma comunque in grado di regalare un minimo di sapore cinematografico alle immagini; il problema è che nella quasi totalità dei casi chi ha deciso di produrre questi accessori lo ha fatto pensando esclusivamente al mercato delle HDSLR, tagliando fuori anche la stragranda maggioranza delle videocamenre prosumer che eccedano i 3-4 kg di peso.

La C300, invece, completamente nuda rientra in questi limiti.

Nel mio caso specifico, utilizzo un crane un po' particolare e personalizzato che risulta essere sufficientemente piccolo e leggero da poter essere trasportato nello zaino (requisito che ogni strumento della mia attrezzatura deve possedere!), rapido da montare anche in condizioni precarie e capace di sbracciare almeno fino alla dignitosa altezza di 3,20 – 3,50 metri.

Bob Middle Island crane WM

Non ho problemi di peso della videocamera con questo braccio (è molto robusto e potenzialmente potrebbe sostenere camere ben più pesanti), ma quando si è in montagna, nel deserto, o sulla calotta polare il problema che si pone è quello di trovare i tanti kg di contrappeso necessari al bilanciamento del crane. I quali, ovviamente, non possono essere portati nello zaino.

C300 con cane WMHo notato che spogliando completamente la C300 devo ridurre di almeno 5-6 kg la zavorra rispetto ai circa 15 - 17 necessari per bilanciare il crane con la macchina "completa". E sul campo, dove la zavorra la si fà riempiendo di sassi, sabbia o ghiaccio uno zaino, è un vantaggio non indifferente. Anche per questo motivo sono ormai in grado di portare con me il crane in qualunque viaggio, anche il più estremo.

Ovviamente non è mai tutto oro quel che luccica e lo scotto da pagare per l'utilizzo della C300 in versione minimalista è l'impossibilità di registrare l'audio.

La videocamera, infatti, per non tradire la sua anima da PRO "dura e pura", non ha microfoni integrati e i due ingressi audio XLR sono posizionati a lato del blocco monitor. Pertanto, se non si monta il monitor, non c'è possibilità di collegare un microfono professionale esterno.

E' vero, c'è anche un ingresso mini-jack stereo da 3,5 mm sul corpo macchina; ma oltre al fatto che si perde la "professionalità" degli ingressi XLR e che non è supportata l'alimentazione Phantom, resta il problema che bisogna comunque montare un microfono esterno, non alimentato, sulla slitta porta-accessori della macchina. 

Bob filming kangaroos 1 WM

Diventa allora imprescindibile avere a disposizione un registratore audio esterno o una seconda camera dotata di registrazione audio professionale.

So bene che esistono microfoni piccoli e leggeri, senza Phantom, dotati di mini-jack stereo che potrebbero essere montati direttamente sulla slitta della C300 senza incidere significativamente sul peso del sistema, ma c'è un MA grosso come una casa, almeno per quanto mi riguarda.

Sarebbe un "non senso", un vero e proprio "suicidio produttivo", affiancare alle immagini di qualità cinematografica della C300 un audio sgangherato, da filmino amatoriale. Il filmato nel suo complesso sarebbe degradato a produzione di basso livello.
E renderebbe ingiustificata la spesa per una videocamera come la C300...

Al limite un piccolo microfono commerciale può tornare utile per facilitare le operazioni di sincronizzazione del video con l'audio registrato da registratori esterni.

La modularità della C300 ha un altro punto debole di non poco conto: le connessioni dei cavi del monitor al corpo macchina.
Sono ben fatte e professionali, ma nell'uso "da duri" sul campo sono esposte a possibili colpi, trazioni, rotazioni; e anche la ripetuta connessione/disconnessione non sembra giovare molto alla loro integrità... Mi è capitato più di qualche volta che almeno uno dei 2 jack non facesse contatto perfettamente, disconnettendo il monitor e il microfono esterno.

E' veramente necessario prestare loro la più grande attenzione, in ogni momento.

Santa 24 WM

Anche nelle fasi di massima concitazione, in condizioni ambientali difficoltose, il montaggio e lo smontaggio del monitor vanno effettuati sempre senza lasciarsi mai andare alla fretta e a modi sbrigativi, perchè il rischio è quello di rimanere senza...

Un'annotazione di carattere pratico va fatta anche rispetto alle rotelle di plastica che fissano sia il monitor che la maniglia alle slitte metalliche: evitate assolutamente di stringerle troppo fortemente perchè tenderebbero a "incollarsi" facendovi poi letteralmente impazzire per svitarle. Anche in questo caso gli ingegneri Canon avrebbero potuto sforzarsi un po' di più.

Bob con ciuco quindi 2 ciuchi WMIn definitiva, però, la Canon EOS C300 si rivela una compagna straordinaria per qualunque filmmaker, che sa sempre farsi trovare pronta in qualunque situazione.
La butti nello zaino e puoi partire per andare a girare il tuo film, concentrandoti solo sulle scene che hai in mente di realizzare.

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