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Venerdì, 02 Maggio 2014 00:00

IL "VANTAGGIO" DELL'ACQUA LATTIGINOSA

Durante un'immersione con acqua verdastra e lattiginosa (l'incubo di ogni operatore/fotografo subacqueo!) non lasciate che questa "orribile" condizione ambientale vi faccia riemergere senza aver prodotto nemmeno una buona immagine.
Anzi, utilizzate quest'acqua lattiginosa a vostro favore!
Come? Presto detto: se disponete di un illuminatore subacqueo sufficientemente potente, andatevi a cercare soggetti che siano nel più forte controluce possibile.

Rainbow Wreck WM

Illuminandoli adeguatamente con luce artificiale e da distanza piuttosto ravvicinata, otterrete immagini in cui il vostro soggetto sarà perfettamente nitido e ben esposto ma, contemporaneamente, avvolto anche da un alone etereo e misterioso.
Un effetto davvero molto suggestivo!

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Mercoledì, 05 Marzo 2014 09:40

Un incontro inaspettato

Questo fu davvero un incontro sorprendente.
E confesso che quando lo vidi apparire nel blu, all'inizio ne fui spaventato.
Non mi ero mai imbattutto in qualcosa di simile, nemmeno in televisione.
Stavo realizzando un documentario per la RAI sull'ultimo viaggio del "Rainbow Warrior" (la celebre nave di "Greenpeace" affondata dai servizi segreti francesi nel porto di Auckland - Nuova Zelanda - nel 1985) e con il mio assistente, da qualche giorno, ci immergevamo sui fondali delle Poor Knights Islands.

Il ponte del Rainbow Warrior

Queste isole sono un vero e proprio paradiso per i subacquei e le centinaia di razze giganti sono probabilmente la principale attrazione. Almeno fino all'incontro con questo enorme "serpente subacqueo"... 

Razza gigante delle Poor Knights Islands

In realtà mi resi conto abbastanza velocemente che questo mostro marino non ci avrebbe divorato perchè si trattava di una gigantesca colonia di innocui tunicati planctonici, appartente al genere Pyrosoma: migliaia di piccoli organismi gelatinosi che si riuniscono tutti insieme a formare un tubo cavo e traslucido, aperto a una sola estremità.

Un leatherjacket mangia i singoli tunicati

La straordinarietà e la fortuna del mio incontro derivano soprattutto dalle dimensioni e dallo stato "di salute" di questa colonia: era al massimo del suo splendore, all'apice del suo biologico.
Uno dei momenti più belli che io abbia mai vissuto sott'acqua.

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Domenica, 05 Gennaio 2014 11:23

Matrimonio profondo

Se c'è una cosa che pensavo non mi sarebbe mai capitato di realizzare nella vita questa è certamente un video di matrimonio...

E invece, mai dire mai!

L'occasione per smentire questa mia convinzione me l'hanno offerta due mie amici, Fabio e Francesca, i quali, avendo fissato la data delle loro nozze, hanno pensato di rivolgersi a me per avere il ricordo filmato del loro giorno più bello. In realtà non ci ho pensato su nemmeno due volte ad accettare subito e con entusiasmo la loro proposta perché, a dirla tutta, non si è trattato di un matrimonio esattamente come ogni altro...

E non è nemmeno perché Fabio e Francesca avevano deciso di sposarsi sott'acqua (come ormai fanno tanti in giro per il mondo) che ho accettato senza tentennamenti: il fatto è che il loro matrimonio voleva essere (e lo è stato) un matrimonio da record di profondità! A 60 metri sotto la superficie del mare!!! Come avrei potuto mancare un'occasione del genere?!

Matrimoni profondo 12 WM

Anche se questa produzione, ovviamente, non ha avuto nessuna finalità professionale, dal punto di vista tecnico ha richiesto, in realtà, una gestione delle operazioni molto puntigliosa e il supporto di molte altre professionalità. Innanzitutto di quelle subacquee.

Chi ha un po' di esperienza di bombole ed erogatori sa molto bene che trascorrere circa mezz'ora a 60 metri di profondità rappresenta un tempo di fondo piuttosto lungo e impegnativo (un'immersione del genere esula dal campo della subacquea ricreativa ed è a tutti gli effetti un'immersione tecnica) ma, al contempo, si traduce in un intervallo davvero corto a disposizione del filmmaker per girare in maniera completa e convincente un bel video di matrimonio. E' una di quelle situazioni in cui veramente " la prima deve essere buona per forza"...

L'utilizzo del rebreather – ed io ero tra quelli del team di subacquei che si sono immersi con questa moderna macchina – certamente ha reso un po' più facili le cose rispetto ai tradizionali sistemi di immersione con le bombole, ma ciò non toglie che una produzione subacquea così particolare e impegnativa pone il cameraman subacqueo e la sua squadra di supporto di fronte a una serie di problematiche e di costrizioni che vale certamente la pena di analizzare. Perché hanno un forte valore didattico, anche per che la videocamera la usa solo sulla terraferma.

La prima costrizione con i quali deve confrontarsi il filmmaker in questo caso è l'impossibilità assoluta, sia per i protagonisti del filmato che per esso stesso, di fare su e giù.

Chi ha già un qualunque brevetto da sub considererà questa, probabilmente, come un'ovvia banalità; ma nel caso di un'immersione così profonda – e questo non è così noto – non sono ammessi neanche quei limitati "sali-scendi" di qualche metro che spesso effettuano i subacquei ricreativi. Tradotto in termini videografici, significa che per il filmaker non ci sarà mai la possibilità di ripetere due volte la stessa scena in fase di discesa e di risalita; e non solo per averne una meglio realizzata, ma anche per ottenere i classici campo e controcampo da utilizzare in fase di montaggio. Eppure nel mio video "Matrimonio profondo" campi e controcampi sono presenti, in particolare nell'iniziale fase di discesa verso il fondo della sposa...

Matrimoni profondo 1 WM

Non pensate male: non sono uno che predica bene e razzola male. Soprattutto perchè alla mia "pellaccia" ci tengo!

Quei campi e controcampi sono, a rigor di definizione, dei "falsi" perchè non riprendono la medesima scena da angolazioni opposte, ma sono situazioni immediatamente successive e quindi soltanto "simili" in quanto separate da uno stacco temporale più o meno lungo.

La difficoltà sta tutta nel filmarle in maniera tale che, una volta montate, diano allo spettatore la sensazione di continuità e fluidità dell'azione che nella realtà ...non esiste!

Per farlo, l'unica maniera è quella di avere le idee molto, molto chiare sulla sequenza delle scene che verranno girate durante l'immersione, anche perché – e sto per dire un'altra banalità che è, però, molto meno sciocca di quel che può sembrare – sott'acqua la capacità di comunicare con i propri attori è ridotta quasi a zero.

Provate a pensare quanto possa essere difficile girare una scena senza avere la possibilità di dire ai propri attori anche solamente di spostarsi un po' più a destra o un po' più a sinistra...

Ovviamente, poi, non tutto puo essere pianificato "a secco" prima dell'immersione secondo un copione dettagliato. Non dimenticate che nelle immersioni tecniche, i protocolli di sicurezza prevalgono sempre e comunque su qualunque altra cosa e quindi anche i piccoli, inevitabili inconvenienti che si presentano immancabilmente durante l'immersione portano a stop momentanei delle riprese e alla modifica ...del copione.

Cosa può fare, allora, il cameraman subacqueo? Semplicemente si costruisce tante piccole vie di fuga. Deve, cioè, girare tutta una serie di scene "jolly" che permettano, in fase di montaggio, di uscire ed entrare dalle varie scene del filmato in qualunque momento, fornendo allo spettatore degli "stacchi" coerenti con la storia. Una specie di assi nella manica da poter tirare fuori nei momenti di empasse. La cima di discesa, ad esempio, è sempre uguale a se stessa, a qualunque profondità e una volta registrata in una o due sequenze si rivelerà un'amica fidata sulla quale contare, più volte, in fase di montaggio. Così come preziosissime saranno le scene con le bolle d'aria che salgono verso la superficie o con i volti in immersione dei vari sommozzatori del team.

In una situazione come questa, infatti, non ci si può assolutamente dimenticare di filmare i singoli partecipanti al matrimonio subacqueo perché poi, ognuno di loro, sarà in grado di risolvervi un problema durante il montaggio. 

E' ovvio che l'attenzione del filmmaker sarà focalizzata sugli sposi, ma credo sia interessante far notare che nel caso di questo mio video "appena" il 50% del girato ha avuto ad oggetto Fabio e Francesca.

Matrimoni profondo 3 WMMatrimoni profondo 5 WM

Paradossalmente, infatti, proprio perchè avevo intenzione di realizzare un video del loro matrimonio che fosse quanto più coinvolgente ed emozionante, non ho trascorso tutta l'immersione con l'obiettivo puntato esclusivamente su di loro senza mai allontanarmene. Se così avessi fatto il risultato finale sarebbe stato il "classico" video-sub amatoriale con sequenze tanto lunghe quanto noiose, interrotte da tagli incoerenti e disorientanti.

Avendo invece già in testa un'idea di regia molto precisa, i poco più di 20 minuti di girato complessivo (davvero pochi...) hanno permesso di confezionare un prodotto tutto sommato dignitoso (professionalmente parlando) e che ha saputo ritrasmettere l'emozione di un matrimonio così straordinario.

Un'ultima osservazione tecnica vorrei riservarla alla grandissima professionalità dei sommozzatori che hanno partecipato all'evento. Una delle più grandi nemiche dei cameraman e dei fotografi subacquei è la sospensione: beh, avere una decina di subacquei posizionati a 60 metri su di un fondale sabbioso per circa mezz'ora e non ritrovarsi immersi nella "nebbia" è un risultato notevole, senza il quale non avrei potuto realizzare le immagini di questo video.

Viva gli sposi!

Matrimoni profondo 10 WM

Per ogni altra informazione sul matrimonio profondo e sui dati tecnici dell'immersione cliccate qui

P.S. Come Alfred Hitchcock, Steven Spielberg, Quentin Tarantino e Peter Jackson... ho inserito un mio piccolo cammeo al minuto 04'07". ;)

Pubblicato in Subacquea

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