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In assoluto, uno piccolo slider, o mini dolly, è uno strumento che non dovrebbe mai mancare tra le attrezzature di un filmmaker. Perchè apre un intero mondo di potenzialità espressive; perchè regala un po' di sapore cinematografico alle immagini, facendole percepire come più professionali; perchè ormai se ne trovano per tutti i gusti e per tutte le tasche!

Ma il problema è sempre il solito: quale scegliere tra i tantissimi modelli che hanno recentemente inondato il mercato sulla scia dell successo delle video-reflex?

La risposta, ovviamente, non può essere univoca e dipenderà dalle esigenze e dai budget di ognuno, anche se ci sono delle considerazioni di ordine generale sulle caratteristiche che uno slider deve avere che, al momento della scelta, non possono essere ignorate.
In linea di principio più uno slider è lungo e pesante e meglio è.
Più è fluido e silenzioso e meglio è.
Più possibilità di customizzazioni e attacchi per vari accessori possiede e meglio è.
Ma pur avendo un evidente valore (quasi ovvio direi...), questa lista dei "desideri" va interpretata sulla base di ulteriori considerazioni che sono, invece, dettate dalla pratica e dall'esperienza.
E si scopre che quello che sembrava ovvio ed evidente non è poi così scontato...

Bob slider 2

Peso e lunghezza elevati, infatti, non vanno mai d'accordo con le esigenze di facilità e di immediatezza d'uso che, quasi sempre, hanno le produzioni documentaristiche o televisive ispirate alla "presa diretta".
Se poi lo slider deve trovar posto nel porta-sci del mio zaino ed essere trasportato a spalla con il resto dell'attrezzatura (caratteristica che, ormai, richiedo quasi ossessivamente a ogni componente del mio equipaggiamento), le sue dimensioni rappresentano un fattore determinante.
Inoltre, gli slider più fluidi ed efficienti (nonchè costosi...) sono generalmente molto robusti e omologati per operare con le macchine da presa più pesanti; ma proprio per questo funzionano al meglio solo con esse. Può sembrare strano, ma se sulla basetta scorrevole del mini dolly non viene applicata una pressione sufficiente, questa non scorrerà adeguatamente e paradossalmente, uno slider molto costoso e robusto potrebbe risultare del tutto deludente e "ruvido" se utilizzato con una reflex o una videocamera troppo leggera per la sua taratura. 

Anche l'eccesso di accessori (manopoline varie, sistemi di trascinamento,pulsanti di sblocco e di taratura, attacchi per motori elettrici) mal si sposa con il concetto di un piccolo slider, resistente, affidabile e ...a prova di zaino.

Il Pocket Dolly v2.0 di Kessler Crane è un dignitosissimo slider portatile, pensato e costruito tenendo ben a mente le considerazioni sopra esposte e con la consueta, elevata qualità costruttiva della casa americana.
Il suo target sono i videomaker più avventurosi, spesso solitari, che vogliono portarsi dietro un carrellino ovunque essi vadano. 

Slider 1

Pur non considerando il Pocket Dolly v2.0 lo slider con le migliori prestazioni in assoluto, esso è comunque entrato a far parte del mio corredo personale perchè alle sue pur buone qualità accompagna quelle caratteristiche di trasportabilità per me imprescindibili.
Anzi, poichè questo slider è proposto in 3 versioni che differiscono solo per la lunghezza dei binari, il modello che maggiormente risponde alle mie esigenze è il "Traveler", quello intermedio: la versione più corta ("Mini", lunghezza 53.9 cm; peso 2.13 kg) è senz'altro la più agevole da trasportare, ma l'escursione del carrello di appena 33 cm è davvero troppo ridotta, al limite dell'inutilità; quella più lunga ("Standard", lunghezza 100.3 cm; peso 3.4 kg) risulta, al contrario, un po' troppo ingombrante e pesante, senza fornire vantaggi consistenti in termini operativi. La sua escursione di 78.7 cm, infatti, è fin troppo eccessiva per uno slider "d'assalto".
Il "Traveler" (lunghezza 69.8 cm; peso 2,72 kg), a conti fatti, è il miglior compromesso tra esigenze logistiche e funzionalità, anche se ai suoi 48.2 cm di escursione mancano quei 7 – 8 cm per essere ideale.
Oltre alle dimensioni contenute e all'escursione operativa accettabile, il Pocket Dolly v2.0 "Traveler" ha poi due ulteriori caratteristiche che, ai miei occhi, lo rendono più appetibile di molti altri slider leggeri, nonostante sia più costoso: la prima consiste nella possibilità di accettare videocamere dal peso massimo di 6,8 kg, risultando così adeguato anche per molti camcorder professionali, mentre la seconda è quella di poter essere montato su di un solo cavalletto (entro certi limiti...), senza l'obbligo di portarsi dietro un secondo supporto.
Slider 6 La sigla v2.0 sta ad indicare che lo slider è dotato di una cinghia dentata per far scorrere la basetta, azionata da una manovella (crank handle) rimovibile. Un accessorio che non mi sento di consigliare perchè permette di dare continuità al movimento solo con grandissima fatica e soprattutto perchè, sporgendo verso il carrello, ruba altri cm di escursione alla videocamera. In più, fa aumentare il livello di manutenzione dello slider, il suo peso e ...il suo prezzo. In definitiva, un accessorio da scegliere solo ed esclusivamente se si ha intenzione di dotare il mini dolly del costoso motore di trascinamento per Time-Lapse, "elektraDRIVE". 

Slider 5A parte il "sistema crank", però, il Pocket Dolly v2.0 è uno slider robusto e affidabile, sul quale è possibile contare in qualunque situazione e condizione climatica. Durante le riprese dei miei documentari, tra le ruote e i binari ci si è infilato di tutto (polvere, sassolini, legnetti, fili d'erba), ma anche solamente dopo una momentanea e sommaria pulizia, ha continuato a funzionare con la consueta fluidità.
Nella parte inferiore, sia alle estremità che nel mezzo e sulla basetta, il carrello ha vari fori filettati, sia da 1/4" che da 3/8", per l'utilizzo con i più vari cavalletti, statitivi, teste video, piedini e ogni altro accessorio immaginabile.


In conclusione il Pocket Dolly v2.0 è uno strumento di ottima fattura e dalle caratteristiche tecniche del tutto soddisfacenti, che ha anche il "merito" di riuscire a venire incontro alle mie richieste di documentarista con lo zaino in spalla. Per un utilizzo più tradizionale, invece, non è probabilmente la scelta migliore; anche perchè, soprattutto in Europa, il suo prezzo è un po' troppo elevato e persino i più semplici accessori (come il freno regolabile della basetta o il banalissimo adattatore per montare una testa video a base piatta) vengono offerti separatamente, a costi non proprio concorrenziali. E nel Vecchio Continente non sono nemmeno sempre disponibili.
Per pochi spiccioli, un mio amico ha realizzato al tornio uno di questi adattatori e me lo ha fatto anche dello spessore che preferivo...

Pubblicato in Accessori

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