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Martedì, 28 Ottobre 2014 00:00

Starò via per un po'...

Cari amici,
in questo momento vi sto scrivendo dalla mia camera d'albergo all'aeroporto internazionale di Christchurch in Nuova Zelanda.

Tra poche ore, meteo permettendo, insieme agli altri ricercatori e scienziati del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) decolleremo per raggiungere il Polo Sud e affrontare una nuova campagna antartica a "Mario Zucchelli Station" (MZS), la prima base polare italiana.
Durante questo periodo lavorerò a un progetto di ricerca sull'ecologia e la genetica di popolazione delle foche di Weddell, vivendo anche per un po' a strettissimo contatto con loro grazie a un campo remoto allestito proprio sulla banchisa.

C17 WM

Non è la prima volta che vivrò questa esperienza ma, in ogni caso, rappresenta sempre un'emozione e una sfida rinnovate.

Anche se in questo spedizione il mio ruolo è quello del ricercatore e non del documentarista, ho con me – e ci mancherebbe altro!!! - la mia fida cinecamera, che avrà un ruolo non di poco conto nella mia ricerca. Grazie a lei, infatti, cercherò di fornire una stima quanto più realistica possibile della popolazione di foche di Weddell nell'area di Baia Terra Nova, ad oggi pressoché sconosciuta.
Volando lungo transetti lineari con l'elicottero a velocità e quota costanti, riprenderò i vari gruppi di foche sparsi sul ghiaccio per poterne poi effettuare un conteggio preciso e stimarne il numero su larga scala.

Anta Mum-pup WM

Insomma, fino al prossimo gennaio, non credo che mi sarà possibile aggiornare adeguatamente il blog, anche se qualche notizia proverò a farvela arrivare.
Tra l'altro mi scuso anche per il rallentamento che già c'è stato nelle ultime settimane, ma l'organizzazione della spedizione e i tanti impegni televisivi non mi hanno lasciato molto tempo da dedicare a internet.

Da quest'anno, infatti, ai già consolidati impegni con "Geo & Geo" (RAI Tre) e "L'Arca di Noè" (Canale 5) si è aggiunto – con mia grande soddisfazione – anche quello con la nuova edizione de "Alle Falde del Kilimangiaro", in onda tutte le domeniche pomeriggio su RAI tre. Alcuni dei tantissimi reportage geografici che vedrete da ogni parte del mondo sono stati realizzati dal sottoscritto per conto di EREBUS Productions.

Insomma vi sto salutando ed è forse anche il caso che mi porti avanti con gli auguri di Natale e di Buon Anno. E' possibile infatti che gli ultimi 10 giorni di Dicembre starò navigando a bordo di una nave oceanografica coreana sull'oceano antartico...
CIAOOOO!!!

Bob filma Weddell selas 2-WM

Sabato, 26 Luglio 2014 00:00

La Luce (parte 1)

Chi ha già un minimo di dimestichezza con le riprese fotografiche sa bene che essere in grado di riconoscere e padroneggiare consapevolmente i diversi tipi di luce consente di ottenere, a parità di soggetto e di obiettivo utilizzato, immagini completamente differenti; tanto che queste possono passare dall'essere giudicate, a seconda dei casi, belle e gradevoli o brutte e insignificanti.
I parametri fisici dai quali dipende la qualità dell'illuminazione e che è necessario saper interpretare per realizzare le immagini che vogliamo ottenere, sono due:

  • la direzione di propagazione delle radiazioni luminose
  • e la loro temperatura.

Portatore Kilimangiaro WM

Nepalese anziano WM

Luce Incidente e Luce Riflessa

Per quel che riguarda il primo parametro è necessario distinguere innanzitutto tra la luce incidente, ossia quella che investe direttamente un oggetto inquadrato e la luce indiretta o riflessa, che invece raggiunge la scena dopo essere stata modificata attraverso fenomeni di diffusione, riflessione e filtrazione.

L'esempio del viso di una persona fotografato o filmato in pieno sole d'estate e poi durante una nuvolosa giornata autunnale è il più immediato e comprensibile e chiarisce con precisione la differenza tra i due tipi di luce: nel primo caso, l'immagine presenterà ampie zone con forti contrasti di illuminazione, con ombre nette e scure sotto il naso, il mento e le orbite, contrapposte a zone chiare e fortemente riflettenti; nel secondo, invece,il volto sarà illuminato molto più uniformemente.

Colonne chiostro WM

Illuminazione Dura e Morbida
Ciò che determina, invece, se la luce sia incidente o riflessa è la lontananza e le dimensioni della sorgente luminosa da cui proviene.
Quando quest'ultima è molto piccola rispetto alla distanza dal soggetto, si produce luce incidente che genera ombre nette e ben definite (e dunque tridimensionalità): è la cosiddetta illuminazione dura.
Quando, invece, la sorgente luminosa è di grandi dimensioni rispetto alla sua distanza dal soggetto, le ombre proiettate risultano sfumate e non chiaramente definite: in questo caso si parla di luce morbida.
Il sole, la sorgente luminosa naturale per eccellenza, pur essendo di grandissime dimensioni si trova ad una distanza talmente elevata dalla Terra da far considerare i suoi raggi come paralleli e quindi generati da una fonte puntiforme. Per questo motivo la sua illuminazione viene catalogata come dura.
I movimenti di rotazione e di rivoluzione della Terra, l'atmosfera terrestre e la variabilità delle condizioni meteorologiche sono, però, tutti fattori che continuamente intervengono a modificare la qualità della luce solare.
L'influenza dei primi due si manifesta nella modifica dell'angolo d'incidenza dei raggi solari con l'asse ottico dell'obiettivo pur mantenendo inalterati la posizione del soggetto ed il punto di ripresa. Per capirci, provate a scattare la stessa, identica fotografia alle 8.00 di mattina e alle 8.00 di sera; oppure alla stessa ora ma del 15 luglio e poi del 15 gennaio. E poi confrontate le foto...
E' chiaro che, per trovare l'angolo d'incidenza che meglio si adatta alle esigenze della ripresa, il sistema più spiccio e sbrigativo consiste nello spostare la macchina fotografica piuttosto che attendere il variare delle stagioni... Ma, in ogni caso, quello che è importante tenere a mente è che, all'aumentare di questo angolo (passando, cioè, da una luce in asse o frontale – angolo di incidenza di 0° - all'estremo opposto del controluce – 180°), una zona sempre maggiore del soggetto a tre dimensioni si troverà in ombra e, di conseguenza, una parte sempre minore di esso verrà illuminata direttamente.
L'atmosfera e la variabilità meteorologica sono responsabili, invece, del fenomeno della diffusione. Un raggio luminoso che attraversa una sostanza traslucida cozzerà contro le particelle contenute in essa e sarà costretto a "rimbalzare" in tutte le direzioni. Ovviamente tale processo verrà tanto più magnificato quanto più alto sarà il numero di particelle che ostacoleranno il passaggio del raggio stesso.

Turisti Sinai WM

L'atmosfera del nostro pianeta, di per sé, è già un agente diffondente ma se a questa si aggiungono condizioni di forte nuvolosità (o di smog intenso...), il risultato finale sarà la grandissima diffusione della luce solare che, arrivando da tutte le parti, non produrrà ombre nei soggetti inquadrati ingenerando la sensazione di "morbidezza".
E' un po' come se l'intero cielo sopra la nostra testa agisse da enorme sorgente luminosa.

Mercoledì, 16 Luglio 2014 00:00

SPIAGGE BIANCHE

Estate! Tempo di vacanze e spiagge bianchissime!!!
Attenti, però, al fortissimo potere riflettente della sabbia candida che, così come fa la neve, tenderà a far apparire sottoesposti tutti gli altri soggetti nell'inquadratura. In particolari quelli scuri.
Per ottenere un minimo di dettagli anche nelle zone di "base luci" ricordatevi di sovraesporre un po' la scena, compensando così il fenomeno negativo prodotto dalla meravigliosa spiaggia tropicale.

Pubblicato in Tip del mese
Venerdì, 10 Gennaio 2014 00:00

Gli obiettivi da viaggio

Il fotografo o il filmmaker di reportage, specialmente se geografico/naturalistici, per definizione deve essere in grado di affrontare qualsiasi situazione e saper rispondere tecnicamente (oltre che creativamente) ad ogni tipo di sfida. Deve, in poche parole, sapersi dimostrare abile in ogni genere fotografico, con quello che ha a disposizione sul momento. Coming back WMPerchè la sua attrezzatura spesso coincide con quanto riesce a stare in uno zaino, a cominciare dal corredo di ottiche selezionato che dovrà essere strutturato in modo tale da poter far fronte alle diverse esigenze tecniche che si presenteranno lungo la via. La scelta migliore, oramai indiscutibile, è certamente quella di affidarsi a pochi obiettivi zoom, luminosi e possibilmente stabilizzati, integrati agari da un obiettivo macro e/o un fish-eye. Ma quel che è importante evidenziare – che è poi la ragione alla base questo post - è che tutta questa superlativa "compattezza" delle lenti, regalataci dalla tecnologia moderna, non può far prescindere dalla conoscenza e dalle implicazioni pratiche nell'utilizzo delle tre grandi categorie in cui sono tradizionalmente suddivise le ottiche fotografiche: grandangolari, normali e teleobiettivi. Non si tratta di pura accademia, di mera cultura fotografica (che, pure, ha la sua importanza!).

Sapere esattamente come "reagirà" una stessa scena catturata con un obiettivo ultragrandangolare piuttosto che con un medio-tele, offre al fotografo tutto un ventaglio di opzioni espressive all'interno del quale cercare quella che farà maggiormente al suo caso: proprio in quel momento, proprio nella produzione di quel lavoro!

Chi, invece, pensa solamente che i teleobiettivi servono per riprendere le cose lontane e i grandangolari quelle vicine, non si è nemmeno ancora avvicinato a capire cosa significhi scattare una foto.

L'avere a disposizione in un unico strumento una escursione focale che possa passare dai 17 ai 40 mm, oppure dai 24 ai 70, o ancora dai 28 ai 300, rappresenta sicuramente una gran comodità che non esime, però, il fotografo di reportage dall'essere del tutto consapevole che, agendo sulla ghiera o sul pulsante dello zoom, farà variare sia il risultato prospettico finale che l'estensione della Profondità di Campo (PdC, vedi post dedicato). E solo tale consapevolezza gli permetterà di scegliere l'ottica e la lunghezza focale vincente in ogni situazione.

 

I grandangolari

Grandangolo

I grandangolari sono gli obiettivi con la distanza focale (espressa in mm) più corta. Minimizzano, cioè, quella distanza che intercorre tra il punto

nodale dell'ottica (la lente più esterna, per intenderci) e il piano focale (il sensore digitale o la pellicola), quando la messa a fuoco è regolata sull'infinito.

Il loro limite superiore tecnicamente sarebbe rappresentato dalla lunghezza di 43 mm (si veda il paragrafo successivo sui "normali") se ci si riferisce allo standard del fotogramma formato Leica 35 mm ma, convenzionalmente, vengono considerati grandangoli quelli che arrivano massimo a 35 mm.

Questi obiettivi hanno angoli di campo molto elevati (da circa 60° fino agli estremi di 180° e oltre dei Fish-eye) e di conseguenza permettono di fissare nel fotogramma porzioni della scena molto ampie, che saranno tanto maggiori quanto più corta sarà la lunghezza focale impiegata.

La loro caratteristica principale è quella di accentuare gli effetti prospettici, esaltando dimensionalmente gli elementi del primo piano e facendo apparire più piccoli e più lontani del normale quelli che si trovino subito dietro di esso. Presentano, però, diversi problemi di distorsioni prospettiche, a cominciare dal fastidioso effetto delle linee cadenti. Al disotto dei 24 mm si entra nella sotto-categoria degli ultra-grandangolari.

I normali

Mediotele

Gli obiettivi denominati "normali" costituiscono quella classe di lenti che ha la lunghezza focale compresa tra circa 40 e 70 mm. In realtà, come i più esperti sanno, il normale per eccellenza è considerato il 50 mm perché è quell'obiettivo che, più di tutti, riproduce fedelmente la prospettiva dell'occhio umano (da qui l'attributo della "normalità").

Anche questa, a voler essere precisi, è però un'approssimazione dal momento che, tecnicamente, la prospettiva uguale a quella della visione di una persona è data da quell'ottica con la distanza focale coincidente con la lunghezza della diagonale del fotogramma; e poichè nello standard del formato 35 mm la diagonale del fotogramma(24X36mm) è di 43 mm, il vero "normale" dovrebbe avere una distanza focale di tale lunghezza.

Anzi, solo questo obiettivo meriterebbe il titolo di "normale"!

Comunque sia, la caratteristica principale di questa categoria di lenti è quella di riprodurre gli elementi della scena mantenendo tra di essi le stesse proporzioni e le stesse distanze relative che apparirebbero a occhio nudo.

Però, considerata la grande proliferazione di sensori di differenti dimensioni, è importante ricordare che un 50 mm sarà "normale" solo se utilizzato su di una macchina Full-Frame (FF - sensore di dimensioni corrispondenti alla tradizionale pellicola 35 mm), mentre diventerà un medio-tele quando accoppiato a un sensore APS di dimensioni 16,7 x 30,2 mm. Per aver un normale con questo tipo di sensore bisognerà utilizzare una lente di 40 mm di lunghezza focale. Il riferimento da considerare è sempre la diagonale del sensore.

I teleobiettivi

Teleobiettivo

Oltre i 70 mm si entra nel campo dei teleobiettivi che sono, dunque, le ottiche con la lunghezza focale maggiore e l'angolo di campo più ristretto.

Contrariamente ai grandangolari, servono per inquadrare solo parte della scena, per riempire il fotogramma con uno o pochi elementi, grazie alla loro capacità di "avvicinare" ciò che è lontano. Anche prospetticamente rappresentano l'inverso dei grandangoli, comprimendo i vari piani prospettici e riducendo le distanze relative tra uno e l'altro. Da 70 a 150 mm sono chiamati medio-tele e considerati gli obiettivi standard per il ritratto. Oltre 300 mm sono ultra-teleobiettivi, i più utilizzati nella caccia fotografica e ...dai fotografi di gossip!

Di ritorno da uno dei miei viaggi alle isole Galapàgos trascorsi una giornata intera a Quito, capitale dell'Ecuador, nell'attesa del volo per il rientro in Europa del giorno successivo.

Come d'abitudine ingannai il tempo andando a passeggiare tra le bancarelle e gli ambulanti del mercato popolare con l'idea di spendere i pochi dollari spicci che mi erano rimasti nelle tasche e scattare qualche fotografia di situazioni e volti interessanti.

Durante le mie peregrinazioni tra le magliette di Che Guevara e i poncho di pura "finta" lana di alpaca mi imbattei in uno dei tanti bambini figli di campesino, vestiti con i tradizionali abiti della loro cultura, che girano per la città cercando di vendere caramelle, sacchetti di granaglie e biglietti della lotteria a chiunque capiti loro a tiro.

Cactus-vulcano WM

Era una bambina, alta non più di un metro, grande non più di sei – sette anni.

Mi venne incontro brandendo quasi un pacchetto di gomme alla fragole con le scritte in cinese e invitandomi all'acquisto. Aveva il viso rubicondo, con le guance sporche e il fare molto deciso. Di quella decisione di chi sa che un pacchetto di gomme rifilato a un turista fa la differenza tra un pasto assicurato e il digiuno.

Stavo contrattando un paio di calzoni a righe colorate (di quelli che chiunque affronti un viaggio sulle Ande acquista come souvenir per poi raramente indossarli in Italia) e si infilò tra me e il venditore sbandierandomi le chewing-gum sotto il naso; l'esercente della bancarella – un altro ragazzino non troppo più grande di lei – la prese per il braccio proteso allontanandola in malo modo, nel timore che potesse rovinare il suo affare.

Ma la piccola campesina non si perse d'animo (chissà quante volte doveva già essere stata scacciata da altri concorrenti nella corsa agli spicci dei turisti...) e tornò alla carica facendo infuriare il giovane venditore di vestiti.
Da bravo occidentale, con la sufficienza a volte offensiva di cui non ci rendiamo neanche conto di essere dotati, decisi di mettere fine a questa sfida per la sopravvivenza tra bambini acquistando i pantaloni per quattro dollari e dando l'ultima moneta da mezzo dollaro che ancora avevo in tasca all'intrepida ambulante di caramelle senza, però, prendere in cambio il pacchetto di gomme cinese.

 

Gomme-pantaloni WMCredendo di avere salomonicamente risolto la questione ripresi a girovagare per il mercato accorgendomi quasi subito di essere ancora seguito dalla piccola campesina; la prima idea che mi passò per la mente fu quella che la bambina, avendo creduto di aver trovato il "pollo giusto", volesse tentare di spennarmi ulteriormente e questo pensiero mi irritò non poco:"Ma come? Ti ho magnanimamente donato mezzo dollaro senza pretendere nulla in cambio e adesso vuoi cercare di approfittarti di me?!"
Mi sentii un idiota quando questi tornò a protendere verso di me il pacchetto di gomme per cedermelo.
La cosa più tragicomica, però, è che la mia stupidità non aveva ancora dato prova del meglio di sé tanto che credetti che la bambina mi avesse seguito nella convinzione che io mi fossi dimenticato di prendere le chewing-gum.
Con il tono bonario del mio stentato spagnolo la ringraziai per la sua premura e cercai di spiegarle che il mezzo dollaro glielo avevo regalato e che non avevo bisogno delle sue gomme da masticare. Eppure continuava a guardarmi dal basso verso l'alto con sempre maggiore cipiglio, senza smettere di porgermi il pacchetto.
Intervenne persino una signora locale:"No quieres, no quieres (non lo vuole, non lo vuole)!" confortandola, però, che avrebbe potuto comunque trattenere la moneta.


Per tutta risposta la bambina, con lo sguardo ormai evidentemente arrabbiato e senza dire una parola, batté le sue mani sulla mia coscia sinistra piazzandomi di nuovo le gomme cinesi sotto il naso.
Lei aveva capito benissimo quel che le avevamo detto; ero io a non aver minimamente compreso il perché di tanta ostinazione.

Come presi in mano il pacchetto di gomme si girò visibilmente soddisfatta e se ne andò senza più degnarmi di uno sguardo.

Lei era una piccola e povera venditrice ambulante, ma una venditrice! E, per quel che la riguardava, la mia compassionevole carità occidentale potevo infilarla nello zaino e riportarmela con me in Italia.
Avrei potuto scattarle più di una fotografia; sarebbero state delle buone fotografie. Ma il suo sguardo non mi autorizzò mai a farlo e riprenderla contro la sua volontà sarebbe stata una violenza indegna di chi ambisce a voler essere considerato un vero Fotografo di Viaggio.

Iguana su lava WM

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