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Mercoledì, 05 Marzo 2014 09:40

Un incontro inaspettato

Questo fu davvero un incontro sorprendente.
E confesso che quando lo vidi apparire nel blu, all'inizio ne fui spaventato.
Non mi ero mai imbattutto in qualcosa di simile, nemmeno in televisione.
Stavo realizzando un documentario per la RAI sull'ultimo viaggio del "Rainbow Warrior" (la celebre nave di "Greenpeace" affondata dai servizi segreti francesi nel porto di Auckland - Nuova Zelanda - nel 1985) e con il mio assistente, da qualche giorno, ci immergevamo sui fondali delle Poor Knights Islands.

Il ponte del Rainbow Warrior

Queste isole sono un vero e proprio paradiso per i subacquei e le centinaia di razze giganti sono probabilmente la principale attrazione. Almeno fino all'incontro con questo enorme "serpente subacqueo"... 

Razza gigante delle Poor Knights Islands

In realtà mi resi conto abbastanza velocemente che questo mostro marino non ci avrebbe divorato perchè si trattava di una gigantesca colonia di innocui tunicati planctonici, appartente al genere Pyrosoma: migliaia di piccoli organismi gelatinosi che si riuniscono tutti insieme a formare un tubo cavo e traslucido, aperto a una sola estremità.

Un leatherjacket mangia i singoli tunicati

La straordinarietà e la fortuna del mio incontro derivano soprattutto dalle dimensioni e dallo stato "di salute" di questa colonia: era al massimo del suo splendore, all'apice del suo biologico.
Uno dei momenti più belli che io abbia mai vissuto sott'acqua.

Pubblicato in Video

Di ritorno da uno dei miei viaggi alle isole Galapàgos trascorsi una giornata intera a Quito, capitale dell'Ecuador, nell'attesa del volo per il rientro in Europa del giorno successivo.

Come d'abitudine ingannai il tempo andando a passeggiare tra le bancarelle e gli ambulanti del mercato popolare con l'idea di spendere i pochi dollari spicci che mi erano rimasti nelle tasche e scattare qualche fotografia di situazioni e volti interessanti.

Durante le mie peregrinazioni tra le magliette di Che Guevara e i poncho di pura "finta" lana di alpaca mi imbattei in uno dei tanti bambini figli di campesino, vestiti con i tradizionali abiti della loro cultura, che girano per la città cercando di vendere caramelle, sacchetti di granaglie e biglietti della lotteria a chiunque capiti loro a tiro.

Cactus-vulcano WM

Era una bambina, alta non più di un metro, grande non più di sei – sette anni.

Mi venne incontro brandendo quasi un pacchetto di gomme alla fragole con le scritte in cinese e invitandomi all'acquisto. Aveva il viso rubicondo, con le guance sporche e il fare molto deciso. Di quella decisione di chi sa che un pacchetto di gomme rifilato a un turista fa la differenza tra un pasto assicurato e il digiuno.

Stavo contrattando un paio di calzoni a righe colorate (di quelli che chiunque affronti un viaggio sulle Ande acquista come souvenir per poi raramente indossarli in Italia) e si infilò tra me e il venditore sbandierandomi le chewing-gum sotto il naso; l'esercente della bancarella – un altro ragazzino non troppo più grande di lei – la prese per il braccio proteso allontanandola in malo modo, nel timore che potesse rovinare il suo affare.

Ma la piccola campesina non si perse d'animo (chissà quante volte doveva già essere stata scacciata da altri concorrenti nella corsa agli spicci dei turisti...) e tornò alla carica facendo infuriare il giovane venditore di vestiti.
Da bravo occidentale, con la sufficienza a volte offensiva di cui non ci rendiamo neanche conto di essere dotati, decisi di mettere fine a questa sfida per la sopravvivenza tra bambini acquistando i pantaloni per quattro dollari e dando l'ultima moneta da mezzo dollaro che ancora avevo in tasca all'intrepida ambulante di caramelle senza, però, prendere in cambio il pacchetto di gomme cinese.

 

Gomme-pantaloni WMCredendo di avere salomonicamente risolto la questione ripresi a girovagare per il mercato accorgendomi quasi subito di essere ancora seguito dalla piccola campesina; la prima idea che mi passò per la mente fu quella che la bambina, avendo creduto di aver trovato il "pollo giusto", volesse tentare di spennarmi ulteriormente e questo pensiero mi irritò non poco:"Ma come? Ti ho magnanimamente donato mezzo dollaro senza pretendere nulla in cambio e adesso vuoi cercare di approfittarti di me?!"
Mi sentii un idiota quando questi tornò a protendere verso di me il pacchetto di gomme per cedermelo.
La cosa più tragicomica, però, è che la mia stupidità non aveva ancora dato prova del meglio di sé tanto che credetti che la bambina mi avesse seguito nella convinzione che io mi fossi dimenticato di prendere le chewing-gum.
Con il tono bonario del mio stentato spagnolo la ringraziai per la sua premura e cercai di spiegarle che il mezzo dollaro glielo avevo regalato e che non avevo bisogno delle sue gomme da masticare. Eppure continuava a guardarmi dal basso verso l'alto con sempre maggiore cipiglio, senza smettere di porgermi il pacchetto.
Intervenne persino una signora locale:"No quieres, no quieres (non lo vuole, non lo vuole)!" confortandola, però, che avrebbe potuto comunque trattenere la moneta.


Per tutta risposta la bambina, con lo sguardo ormai evidentemente arrabbiato e senza dire una parola, batté le sue mani sulla mia coscia sinistra piazzandomi di nuovo le gomme cinesi sotto il naso.
Lei aveva capito benissimo quel che le avevamo detto; ero io a non aver minimamente compreso il perché di tanta ostinazione.

Come presi in mano il pacchetto di gomme si girò visibilmente soddisfatta e se ne andò senza più degnarmi di uno sguardo.

Lei era una piccola e povera venditrice ambulante, ma una venditrice! E, per quel che la riguardava, la mia compassionevole carità occidentale potevo infilarla nello zaino e riportarmela con me in Italia.
Avrei potuto scattarle più di una fotografia; sarebbero state delle buone fotografie. Ma il suo sguardo non mi autorizzò mai a farlo e riprenderla contro la sua volontà sarebbe stata una violenza indegna di chi ambisce a voler essere considerato un vero Fotografo di Viaggio.

Iguana su lava WM

Pubblicato in Fotografia
Mercoledì, 01 Agosto 2007 09:31

La "mia" Antartide

Ho sempre sognato l'Antartide, il Polo Sud!

L'ultima grande frontiera dell'esplorazione umana su questo Pianeta.

La vita è stata generosa con me e mi ha concesso non solo di raggiungere l'immenso Continente di Ghiaccio, ma anche di tornarci più volte e di viverci per molti mesi.

Penguin and helicopter WM

Ho partecipato a 5 spedizioni polari e ho avuto il privilegio di esplorare l'Antartide dalla sommità del Plateau (l'infinito deserto di ghiaccio a oltre 3.000 metri di altitudine) fino ai alle profondità degli oceani che la circondano e che giacciono sotto metri e metri di banchisa polare.

Ho incontrato gli animali più straordinari filmandoli dove non avrei mai creduto che sarei potuto arrivare.

Ho camminato dove Ernest Shackleton, Robert Falcon Scott, Roald Amundsen e altri uomini coraggiosamente eccezionali camminarono 100 anni prima di me e di qualunque altro essere umano. 

Capanno 6 WM

Questa è la "mia" Antartide, dove presto tornerò ancora.

Roberto Palozzi

Pubblicato in Documentari e Reportage
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